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Si è tenuta nel mese di maggio a Parenzo, in Croazia, la 27° edizione del concorso internazionale Vinistra. Nella cittadina istriana, culla della produzione di malvasie bianche e nere, dal 18 al 20 giugno di quest’anno verranno premiate le eccellenze enoiche che si sono cimentate nella produzione di questo straordinario vino.

Per la seconda volta il nostro Diecianni Malvasia Nera sale sul podio, se pur con l’argento, con l’annata 2019; due anni fa lo stesso risultato era stato conseguito con la vendemmia 2017.

Ma che cosa si sa di questo antico vitigno, presente con vari cloni in tutta Italia?

Nel Salento il vino buono da bere durante le feste più importanti era proprio quello fatto con la Malvasia Nera, vitigno autoctono il cui nome deriverebbe dalla contrazione della parola Monembasia, piccolo borgo del Peloponneso dove si producevano straordinari vini da malvasia esportati dai veneziani in tutta Europa. Ma vini a base di malvasia si producevano anche a Malta prima della occupazione araba, quando a causa di motivi religiosi se ne interruppe la produzione.

Nonostante ciò, negli ultimi decenni, questo vitigno ha perso un po’ della sua importanza essendo utilizzato esclusivamente in assemblaggio con il Negroamaro per ricavarne il Salice Salentino DOP. Il Diecianni recupera la vecchia tradizione della vinificazione in purezza della Malvasia Nera di Lecce perché essa viene proposta senza alcun preventivo affinamento in legno esaltandone, in tal modo, la fragranza e il frutto.

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